Sensitivo: Evoluzione o cambio forzato?

E’ da un po’ di tempo che rifletto sull’evoluzione della figura del sensitivo,e saranno d’accordo anche i miei colleghi, che il nostro rapporto con le persone sta diventando sempre di più un rapporto amichevole, di consigliere, per aiutare a risolvere soprattutto le ansie della vita quotidiana che ci affliggono, a differenza di prima che, chi voleva farsi assistere da una persona dotata di poteri extrasensoriali, sembrava quasi volesse una diagnosi, come quando si và dal medico per un problema fisico.
Con questo voglio mettere in evidenza un aspetto importante che si sta incominciando a delineare nella mente delle persone che si avvicinano a questo mondo, ovvero la giusta prospettiva che finalmente mette in luce un nuovo modo di vedere la figura del sensitivo.

Forse saranno state le continue campagne denigratorie nei nostri confronti… come se la gente non fosse abbastanza adulta e responsabile da poter decidere con serenità e tranquillità cosa fare della propria vita. Oramai, e questo lo dico con immenso stupore, nessuno si reca da me alla ricerca della verità assoluta, nessuno mi chiede di riavere la persona amata o di ottenere quella cosa ad ogni costo e mi accusa di essere un ciarlatano se non ci riesco. Questo non può farmi altro che piacere, non solo per il fatto che i clienti con quest’atteggiamento mi danno più fiducia ad aiutarli, ma essenzialmente perché sono sollevato dal fatto che sembra essere chiaro il concetto che se fosse tutto così facile e ogni obiettivo si potrebbe raggiungere con il minimo sforzo allora potrebbero riuscirci tutti e le mie doti non sarebbero extrasensoriali ma al massimo extranormali.

Dunque contribuisce all’ evoluzione della figura di sensitivo anche un altro aspetto importante che ho osservato, ovvero che non è chi cerca il sensitivo che sta mutando il proprio modo di vedere la mia figura ma è l’esperienza che ci ha fatti adattare, visto l’aumento increscioso di truffe e la conseguente paura di incorrere in queste. Anche per questo c’è un modo diverso di svolgere la professione da parte nostra che inevitabilmente ci porta a diventare più come una figura di consigliere che come ricercatori della verità assoluta.
Personalmente, ho sempre pensato che guardare le cose da un altro punto di vista non può far altro che bene  ed il primo modo per dimostrarlo è mettere in discussione se stessi, essere veri è il primo passo per ricercare la verità.
A voi la scelta!

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