Pietre e gemme: alcuni talismani della magia.

Propiziarsi i rituali di magia o la sorte con delle pietre o gemme è un classico: troviamo questa prassi nei cartoon, nei film e anche nella realtà. Il mago moderno, che veste anche i panni di cartomante, veggente, chiromante e sensitivo, si avvale di oggetti simbolici che hanno un certo potenziale magico non indifferente. Ed è normale che esistano in natura pietre capaci di migliorare l’energia spirituale e di accaparrarsi la benevolenza di entità superiori chiamate in causa dalle pratiche magiche. Ma il mago può anche modellare un talismano personale attraverso pietre o carta, perché ogni persona che a lui si rivolge per risolvere un problema disparato è un mondo a sé. Quindi i talismani non sempre vanno bene per tutti e sono diversi perché in modo diverso vengono impiegato. Infatti, vi è una gemma differente a seconda di ciò che chiediamo all’esperto o a seconda di ciò di cui abbiamo bisogno; amore, fortuna, carriera, salute, protezione sono campi di vita a cui presiedono gemme variegate. Come capire se è quella giusta? Il problema si pone in caso di incantesimi fai da te  (anche di magia nera) o, semplicemente, per restare al passo con tutte le operazioni che compie l’esoterista: un po’ di cultura non guasta! Vediamo come opera l’associazione di alcune gemme alle richieste dei diversi rituali. L’ametista è una pietra dal colore fascinoso e indica l’equilibrio: viene impiegata per migliorare la propria interiorità e la carriera. Il Topazio propizia le nuove esperienze, i viaggi e le conoscenze, mentre l’Agata indica, nella divinazione, una spiritualità contraddittoria, dedita al dolore, malinconia ed instabilità sentimentale.  Il diamante, sogno anulare di ogni donna, rappresenta e presiede l’intelletto: serve a propiziarsi la riuscita negli studi e a ottimizzare le proprie risorse mentali. Il Quarzo viene impiegato per migliorare la salute fisica e spirituale, col fine d propiziarsi la conoscenza.  Lo zaffiro, utilizzato nei legamenti d’amore, propizia l’amore del partner e lo convoglia in un sentimento durature e leale, mentre per propiziare la sfera professionale e migliorare le finanze, lo Zircone è il talismano giusto: aiuta i riconoscimenti economici e il successo nel lavoro. E voi di che talismano siete?

Magia e candele: come e perché?

Ogni rituale di magia (che sia di magia bianca, magia nera, magia rossa) presenta delle sfaccettature alquanto singolari, non solo per la solennità delle parole e dei gesti, ma anche per il simbolismo che ne accompagna. Ogni incantesimo, infatti, abbisogna di oggetti dotati di un certo potere energetico che viene canalizzato come un flusso capace di propiziare il risultato del rito. La magia è un mondo pieno di misteri imperscrutabili, perché non è solo fatta di entità potenti, delle capacità del sensitivo, di gestualità, formalità, ma anche di oggetti materiali (a volte anche piccoli o banali) che hanno un ruolo di co-protagonisti per tutta l’esecuzione del rito. Inoltre, per i dilettanti, utilizzare questi oggetti potrebbe costituire una marcia in più per propiziarsi qualche legamento d’amore o qualche incantesimo di magia rossa e risvegliare i sensi del piacere. Tra questi oggetti simbolici annoveriamo le candele, il cui colore va sempre abbinato al tipo di rituale da praticare nel giorno fasto. Ma perché questi abbinamenti? Semplice: quando viene eseguito un rituale si sprigionano energie spesso incontrollabili, misteriose e dall’intensità pazzesca. L’odore e il colore delle candele piace a queste forze superiori, le cullano tenendole come forze positive per chi chiede il rito. Inoltre, i colori soffusi e gli odori aromatici/fruttati rilassano anche il sensitivo/mago e chi chiede il consulto mettendolo a proprio agio. Ma quale colore scegliere? Dunque, dipende dall’obiettivo che volete conseguire:

- per l’amore gentile e cortese, il colore della candela è il bianco, simbolo della purezza e della protezione. Il giorno più propizio è il lunedì: il giorno della Luna.

- per migliorare la sfera professionale e scalare la vetta, scegliete le candele gialle: il giorno più propizio sarà la domenica, in cui il Sole proteggerà il vostro operato.

- per la salute il colore giusto per le candele è il celeste: è il colore  della protezione, della saggezza. Fatelo di venerdì, il giorno dedicato a Venere.

- per un amore passionale ed erotico scegliete candele rosse: aiuteranno a massimizzare la passione nel vostro partner. Il giorno propizio è il martedì, consacrato a Marte.

Per completare la scenografia “magica”, una musica melodica contribuirà a miscelare le energie risvegliate e a indirizzarle verso il destinatario del rito.

 

Come scegliere l’incenso più adatto per i rituali di magia nera e di magia bianca.

Quando si compiono riti di magia bianca o magia nera è necessario utilizzare tutti gli strumenti adeguati per garantire la riuscita dell’incantesimo, o quantomeno creare quella possibilità che potrebbe cambiare la vita a chi chiede il consulto. Oggetti magici sono considerati a tal fine talismani, cristalli, capelli, sangue, fotografie, immagini dei Santi, bambole e spilli. Ma non solo, perché a concorrere nella riuscita di un rituale è anche il tipo di incenso utilizzato dal mago. L’incenso è quel “fumo” (spesso dal cattivo odore) che viene prodotto da alcune piante o erbe portate a combustione e viene comunemente utilizzato nelle Chiese o nelle terme, perché capace di rilassare la mente e il corpo. Pertanto, viene pure impiegato nella magia nera e bianca per propiziare un rituale. Premesso che con la magia non si possono compiere miracoli (è giusto tenerlo presente, quindi allontanate quei ciarlatani che vi promettono fatti inauditi!) né andare contro il destino, vi sono alcuni cerimoniali che sono in grado di migliorare la vostra qualità di vita. Affinché questi rituali possano sprigionare tutta la loro energia bisogna che gli strumenti che utilizza il mago siano adeguati, altrimenti si va incontro ad un risultato sicuramente fallimentare. L’incenso, oltre che a contribuire al risultato positivo del rito, crea l’atmosfera giusta per porre in essere formule e mettere a proprio agio il mago e l’eventuale richiedente, invade l’olfatto e genera una sinergia tra mente e corpo in modo tale da seguire alla lettera tutte le procedure necessarie. Ma, ovviamente, ad ogni tipo di cerimoniale corrisponde una tipologia altrettanto diversa di incenso. Se i vostri problemi afferiscono alla vita di coppia, il mago utilizzerà incenso a base di muschio (che stimola la sensualità, migliorando l’eros) oppure con estratto di vaniglia (utilizzata per i legamenti d’amore) oppure di rosa (per ingenerare amore generoso ma non erotico). Se invece avete bisogno di una bella dose di fortuna per accaparrarvi maggior successo specie nella vita professionale, con l’incenso a base di cannella o di Patchouli potrete ambire a un salto di qualità della vostra carriera con un innalzamento dei vostri conti bancari. Se invece desiderate serenità interiore per purificare la vostra psiche dalla negatività che vi circonda, allora l’incenso giusto sarà quello a base di salvia o cocco.

Una nuova branca della chiromanzia: la caffeomanzia.

L’arte della chiromanzia è antichissima, affonda le sue radici già ai tempi dei primi insediamenti in Egitto ed è molto praticata nel mondo occidentale grazie alla figura del chiromante, esperto della correlazione tra linee della mano e personalità. Quest’arte ha conosciuto una grande rivalutazione, ma lo studio di tecniche divinatorie più nuove le sta dando un duro colpo, specialmente perché si sta affacciando nel panorama delle scienze occulte una nuova arte, quella della caffeomanzia. Che cosa è? Un nuovo tipo di arte divinatoria (anche se viene considerata più un rito) che si basa sull’interpretazione dei fondi delle tazzine di caffè. In verità non è una scienza nuova, era nota già nel Diciassettesimo secolo in Occidente, ma è stata importata dal mondo orientale dove le donne ha conosciuto più proseliti di quanti se ne possa immaginare al punto che sono stati organizzati dei corsi ad hoc. Ma leggere il fondo di una tazzina non è semplice, perché ricerca calma, soprattutto interiore. Fare questo mestiere richiede zelo e preparazione, oltre che talento. Non ci si improvvisa conoscitori di caffeomanzia, ma neppure cartomanti e veggenti. Come il chiromante, anche il “caffeomante” , se così si può denominare, (è in ogni caso un veggente) è dunque chiamato a fare un’interpretazione,  non della mano, ma dei segni rimasti nel fondo della tazzina (che deve essere rigorosamente bianca e con piattino dello stesso colore) e anche degli aloni rimasti sul bordo o sul manico: ogni segno è rilevante per carpirne il tenore interpretativo ed individuare il momento passato, presente o futuro a cui si riferisce il presagio. I segni possono essere i più disparati e bisogna conoscerli tutti per correlarli tra loro per dare loro un filo logico e cronologico: ogni segno ha un proprio significato. Ad esempio, vedere un’automobile significa che ci saranno dei cambianti oppure vedere un topo vuol dire che bisogna stare attenti alle amicizie che si intrattengono. Insomma, è una disciplina molto variegata e dai contorni ancora non del tutto definiti. Pertanto, ai più curiosi consigliamo di leggere dei libri ad hoc, come Manuale di caffeomanzia. Il futuro nei fondi di caffè edito nel 2003; e se volete qualcosa di più recente provate con Caffeomanzia. L’arte di «vedere» del 2007.

Che dirvi?!  Buon caffè!

 

Legamenti d’amore fai da te.

Rivolgersi ad un esperto di arti esoteriche non dovrebbe costare tanto, perché si tratta di consulti su cui non si dovrebbe lucrare visto che in ballo vi è la serenità psico-fisica delle persone che hanno bisogno. Tuttavia, il mercato economico è costituito da beni e servizi che hanno un costo: quindi bisogna pagare, anche chi svolge la professione di cartomante, veggente, mago. Il tariffario non è sempre molto economico, pertanto c’è chi si affida alla magia fai da te, specialmente in tema di legamenti d’amore. Ma funziona il fai da te? Beh, sicuramente si risparmia molto sul servizio di consulenza, ma non sull’acquisto di tutto l’occorrente : oggetti sacri, cristalli, ecc. Vi sarà capitato di acquistare in edicola settimanali che regalavano i tarocchi per imparare l’arte della cartomanzia con la promessa di farvi diventare un’abile cartomante, ma con i legami d’amore vale la stessa promessa? In realtà non è così semplice, perché si può rischiare di creare una situazione ostile: consultare un esperto è la cosa migliore, proprio per evitare errori procedurali dovuti all’inesperienza. Tuttavia, vediamo di capire quali possono essere i legamenti d’amore da poter fare tra le mura domestiche. Tra i riti di avvicinamento, sono praticati:

- il rituale del bigliettino, che si avvale di un bigliettino da custodire sotto il cuscino per 7 notti;

- il rituale del giacinto: molto attuato dalle antiche ragazze di paese, prevede acquisto di terriccio da riporre in un vaso dove piantare un bulbo a cui dovrete dare il nome della vostra persona amata.

.

Questi rituali (la cui specifica trattazione sarà oggetto di un altro post!) sono molto potenti, quindi il fai da te potrebbe avere delle ritorsioni se non praticato dosando le giuste energie. Il consiglio, se volete proprio imparare da soli, è quello di cominciare con qualche corso di arti esoteriche: imparerete a familiarizzare con il potere della magia d’amore, a conoscerne l’operatività, a dominarla. Da dilettanti è difficile ottenere risultati, da esperti potrete invece crearvi delle opportunità da sfruttare!

Magia bianca e magia nera nell’antico diritto romano: riconoscimento o ripudio?

Nel mondo odierno, credere alle scienze occulte sembra essere fonte di derisione e scherno perché siamo abituati a relegare la magia al mondo fantastico dei film o del cinema dove tutto può accadere tranne che la realtà. Ma, sfogliando qualche libro di storia, vi sarete imbattuti nel racconto della vita degli antichi Romani interamente dominata dalla magia, almeno per tutta l’epoca regia.

Mentre il diritto moderno si fonda su postulati elaborati da giuristi che adorano il ius positivum, il diritto romano riconosceva la magia sia come entità esistente sia come oggetto di tutela. Ciò perché la civiltà romana credeva nella superstizione e nelle anime dei morti: fin da bambini venivano inizializzati alla magia, ai presagi, ai malefici che noi oggi chiamiamo scienze occulte. Incantesimi, fatture, legami d’amore, malefici non erano nuovi per i Romani che decisero di mettere bianco su nero riconoscendo la magia addirittura in un testo legislativo quale quello delle Dodici Tavole.

A quei tempi ( intorno al 450 a.C. ) i Decenviri, ai quali fu dato il compito di scrivere in un unico testo tutte le iuris regulae del tempo, fecero un gran lavoro, raccogliendo tutta la tradizione giuridica romana, compresa la magia che fu riconosciuta in sede di pene. Le Dodici Tavole, infatti, prevedevano che, se a qualcuno fosse stato generato un danno utilizzando le arti magiche, questi avesse diritto ad essere risarcito a fronte di una pena da infliggere a chi avesse cagionato il danno stesso. Si tratta di quel generale divito del neminem laedere che noi oggi conosciamo attraverso l’art. 2043 c.c. Solo che in quel periodo antico, non vi era un’applicazione razionale della pena, ma si applicava la legge del taglione: occhio per occhio, dente per dente. Così chi avesse commesso un delitto usando la magia, a sua volta sarebbe stato punito anche con l’uccisione.

La magia nera afferiva alla sfera dei malefici, malocchio, negatività: veniva usata per arrecare offese, per far sparire i raccolti, per impadronirsi di res altrui. La magia bianca era buona e permetteva la guarigione, l’innamoramento, per allontanare il male.

Ovviamente, i maghi di allora erano tutti di sesso maschile: il femminismo non era ancora nato!