Magia Nera e Rituali Satanici: perchè sono contrario!

Miei cari amici oggi parliamo della magia nera, del satanismo e di alcuni dei possibili effetti collaterali derivanti da queste pratiche. E’ facile intuire che ci addentreremo ora, ma anche nei prossimi periodi, nelle profondità di quest’arte definita “cattiva”.
Le malvagità che le persone possono compiere, sfortunatamente, sono innumerevoli, abbiamo sempre più la sensazione che molti stanno perdendo il proprio equilibrio interiore, forse perché la società è proiettata inesorabilmente a pensare sempre che qualcuno voglia fargli del male e a calcolare i propri interessi, o forse perché ci troviamo spesso a fare delle scelte in maniera frettolosa tirando conclusioni affrettate, fatto sta che alcune persone sono propense a far del male e quindi, anche se con misure drastiche, bisogna allontanarli per difendersi o quanto meno metterli sulla giusta strada.

Come sempre cerco nel mio blog di parlare degli argomenti con i quali vengo più a contatto nel mio lavoro. Nell’ ambito della magia nera i rituali satanici sono una branca alquanto problematica e io sono contrario nell’effettuarli nonostante i miei assistiti mi chiedano costantemente di allontanare quel senso di “negatività” con questa tecnica. Anche se lo percepisco spesso nelle varie sedute, in maniera tangibile, credo, fortemente, che i rituali satanici non siano l’arma giusta per debellare il nemico. Sono consapevole che questa negatività è una sensazione che in certi momenti ci sembra attraversare l’intera anima, quasi come se una parte di noi fosse venuta a mancare, a scomparire da un momento all’altro…io vi esorto a farvi guidare con fiducia da un esperto sensitivo verso la strada migliore. Mi rendo conto che è proprio in questo momento di fragilità che si iniziano a fare i primi pensieri strani e si commettono errori stupidi ed è quello che io cerco di evitare ai miei Clienti. Ci sembra di non riuscire più a controllare delle situazioni che prima gestivamo con scioltezza, con un susseguirsi di eventi che volgono di male in peggio, che ci fanno sperare che la giornata termini quanto prima. Soventemente questo senso di negatività sembra non lasciarci più e ci rassegniamo a questa nuova e triste realtà incominciando ad entrare nella disperazione. Ma ripeto i rituali satanici non sono la soluzione più consona, gli effetti collaterali, che ora diremo e più in là approfondiremo nel dettaglio, possono essere: pazzia, parziale e completa perdita dell’uso del corpo, visione distorta della realtà, aggressività, impazienza, possessività, ossessione ecc. ecco perchè vi suggerisco sempre altre strade!

E a voi è mai capitato qualcosa del genere?

Magia nera e satanismo: identità o diversità?

Una delle questioni che ha tanto animato il dibattito moderno sulla magia riguarda il rapporto tra magia nera e satanismo. Si tratta di un rapporto di identità o di diversità? E perché? Per rispondere a questi interrogativi, non si può prescindere da una cronistoria di entrambi i fenomeni occulti, ma in questa sede, per ragioni ovvie, cercheremo solo di fornire una risposta soddisfacente capace di fugare dubbi e confusioni. Proviamo a dare un’idea dei due concetti in modo autonomo. Nell’immaginario collettivo i due concetti sono considerati erroneamente sinonimi, a causa del fatto che in entrambi i casi si ha a che fare con forze oscure e pratiche magiche che vanno oltre l’illegalità, soprattutto quando mettono in pericolo la vita umana. In effetti, questa tesi è accettabile, ma solo in parte:  non si può negare che entrambi fanno parte dell’oscuro mondo dell’occulto, ma è bene precisare che il satanismo, che si configura come una vera e propria religione, prevede il culto di Satana quale personaggio richiamato dalla Bibbia. Nasce intorno al Quindicesimo secolo, in seguito alla diffusione del testo delle Sacre Scritture e si avvale di una struttura organizzativa di tipo gerarchico aperta agli adepti, previo esame rituale a cui si abbina un sacrificio. La magia dal predicato “nera”, invece, è una branca della magia in generale e il suo “colore” dipende dagli obiettivi che si vuole raggiungere , di conseguenza non coincide sempre con il satanismo e non prevede un’organizzazione tipo setta: è il veggente che si occupa dei rituali in base alle richieste del cliente e non per forza deve prevedere sacrifici, visto che può limitarsi a formule orali, talismani, incantesimi. E’, però, vero che può prevedere l’evocazione di forze oscure, quale Satana, e sacrifici umani (ci sono testimonianze in Brasile), perché questo tipo di magia del satanismo condivide gli strumenti (aghi, candele), però non necessariamente i due fenomeni si sovrappongono. Si può concludere che il rapporto tra i due fenomeni è di inclusione/diversità: il satanismo include la magia nera, ma non necessariamente quest’ultima coincide con il primo.

Per ulteriori approfondimenti con cui deliziare le vostre curiosità, vi consigliamo due libri:  “Magia nera e riti satanici nei Castelli romani”di Aldo Onorati – Armando – 1995  e  “Dalla magia nera a Cristo. L’autentica storia di una donna strappata dalle grinfie di Satana “ di Doreen Irvine – CLC – 2006.

Il prezzo di entrambi è davvero modico: vale la pena leggerli!

La cartomanzia diventa religiosa? La divinazione attraverso le figure dei Santi. (Parte seconda)

La scorsa settimana ci siamo lasciati con gli oracoli dei Santi, visto che il mago cartomante si occupa di divinazione utilizzando anche un mazzo di carte che raffigura i Santi: ad ogni immagine corrisponde un campo di vita e un messaggio ben preciso. Abbiamo iniziato con San Rocco e oggi continuiamo in modo da fornirvi un quadro completo di tutte le carte del mazzo. Let’s go! Dopo aver scelto le carte che più vi ispirano, l’esperto dovrà rivoltarle: solo così sarà possibile effettuare una divinazione precisa e specifica. Se in una delle carte rivoltate compare un cane con una torcia tra le zanne e a fianco un Santo con in mano libro e croce, non potete sbagliarvi: è San Domenico di Guzman, protettore delle amicizie che annuncia idee moderne e una vita sociale sincera e dinamica. Se, invece, noterete una donna che dona cibo ad un vecchio affamato, allora state osservando Santa Elisabetta, giovane dedita all’aiuto verso il prossimo: probabilmente avrete qualcuno che vi aiuterà in qualche faccenda sentimentale, magari un’amica o un amico che prodigherà i giusti consigli facendovi riflettere sul più e sul meno. Se vi sentite piene di problemi e chiedete consulto facendo uscire dal mazzo la carta di San Vincenzo De Paoli, allora vorrà dire che non dovete mollare: arrendersi prima vi priverà di un cambiamento che potrebbe cambiarvi la vita. Perché non osare?! Non abbiate paura: il cambiamento arriverà e i problemi spariranno, ma dovete essere voi a mettervi in gioco. E se siete studenti alle prese con esami e verifiche di metà corso, il vostro protettore sarà Sant Agostino: presiede le arti intellettive e, se sarà una delle carte da voi scelte, predice riuscita in tutto ciò che richiede l’uso dell’intelletto. Se, invece, l’immagine raffigurata sarà di San Martino, non avrete bisogno di colpire il vostro concorrente con formule di magia nera: gli affari non andranno male per i piccoli negozianti ed imprenditori, quindi potrete gioire per un bilancio aziendale in positivo. E San Giovanni? Lo conosceremo la prossima settimana! ;)

Pietre e gemme: alcuni talismani della magia.

Propiziarsi i rituali di magia o la sorte con delle pietre o gemme è un classico: troviamo questa prassi nei cartoon, nei film e anche nella realtà. Il mago moderno, che veste anche i panni di cartomante, veggente, chiromante e sensitivo, si avvale di oggetti simbolici che hanno un certo potenziale magico non indifferente. Ed è normale che esistano in natura pietre capaci di migliorare l’energia spirituale e di accaparrarsi la benevolenza di entità superiori chiamate in causa dalle pratiche magiche. Ma il mago può anche modellare un talismano personale attraverso pietre o carta, perché ogni persona che a lui si rivolge per risolvere un problema disparato è un mondo a sé. Quindi i talismani non sempre vanno bene per tutti e sono diversi perché in modo diverso vengono impiegato. Infatti, vi è una gemma differente a seconda di ciò che chiediamo all’esperto o a seconda di ciò di cui abbiamo bisogno; amore, fortuna, carriera, salute, protezione sono campi di vita a cui presiedono gemme variegate. Come capire se è quella giusta? Il problema si pone in caso di incantesimi fai da te  (anche di magia nera) o, semplicemente, per restare al passo con tutte le operazioni che compie l’esoterista: un po’ di cultura non guasta! Vediamo come opera l’associazione di alcune gemme alle richieste dei diversi rituali. L’ametista è una pietra dal colore fascinoso e indica l’equilibrio: viene impiegata per migliorare la propria interiorità e la carriera. Il Topazio propizia le nuove esperienze, i viaggi e le conoscenze, mentre l’Agata indica, nella divinazione, una spiritualità contraddittoria, dedita al dolore, malinconia ed instabilità sentimentale.  Il diamante, sogno anulare di ogni donna, rappresenta e presiede l’intelletto: serve a propiziarsi la riuscita negli studi e a ottimizzare le proprie risorse mentali. Il Quarzo viene impiegato per migliorare la salute fisica e spirituale, col fine d propiziarsi la conoscenza.  Lo zaffiro, utilizzato nei legamenti d’amore, propizia l’amore del partner e lo convoglia in un sentimento durature e leale, mentre per propiziare la sfera professionale e migliorare le finanze, lo Zircone è il talismano giusto: aiuta i riconoscimenti economici e il successo nel lavoro. E voi di che talismano siete?

Come scegliere l’incenso più adatto per i rituali di magia nera e di magia bianca.

Quando si compiono riti di magia bianca o magia nera è necessario utilizzare tutti gli strumenti adeguati per garantire la riuscita dell’incantesimo, o quantomeno creare quella possibilità che potrebbe cambiare la vita a chi chiede il consulto. Oggetti magici sono considerati a tal fine talismani, cristalli, capelli, sangue, fotografie, immagini dei Santi, bambole e spilli. Ma non solo, perché a concorrere nella riuscita di un rituale è anche il tipo di incenso utilizzato dal mago. L’incenso è quel “fumo” (spesso dal cattivo odore) che viene prodotto da alcune piante o erbe portate a combustione e viene comunemente utilizzato nelle Chiese o nelle terme, perché capace di rilassare la mente e il corpo. Pertanto, viene pure impiegato nella magia nera e bianca per propiziare un rituale. Premesso che con la magia non si possono compiere miracoli (è giusto tenerlo presente, quindi allontanate quei ciarlatani che vi promettono fatti inauditi!) né andare contro il destino, vi sono alcuni cerimoniali che sono in grado di migliorare la vostra qualità di vita. Affinché questi rituali possano sprigionare tutta la loro energia bisogna che gli strumenti che utilizza il mago siano adeguati, altrimenti si va incontro ad un risultato sicuramente fallimentare. L’incenso, oltre che a contribuire al risultato positivo del rito, crea l’atmosfera giusta per porre in essere formule e mettere a proprio agio il mago e l’eventuale richiedente, invade l’olfatto e genera una sinergia tra mente e corpo in modo tale da seguire alla lettera tutte le procedure necessarie. Ma, ovviamente, ad ogni tipo di cerimoniale corrisponde una tipologia altrettanto diversa di incenso. Se i vostri problemi afferiscono alla vita di coppia, il mago utilizzerà incenso a base di muschio (che stimola la sensualità, migliorando l’eros) oppure con estratto di vaniglia (utilizzata per i legamenti d’amore) oppure di rosa (per ingenerare amore generoso ma non erotico). Se invece avete bisogno di una bella dose di fortuna per accaparrarvi maggior successo specie nella vita professionale, con l’incenso a base di cannella o di Patchouli potrete ambire a un salto di qualità della vostra carriera con un innalzamento dei vostri conti bancari. Se invece desiderate serenità interiore per purificare la vostra psiche dalla negatività che vi circonda, allora l’incenso giusto sarà quello a base di salvia o cocco.

Magia bianca e magia nera nell’antico diritto romano: riconoscimento o ripudio?

Nel mondo odierno, credere alle scienze occulte sembra essere fonte di derisione e scherno perché siamo abituati a relegare la magia al mondo fantastico dei film o del cinema dove tutto può accadere tranne che la realtà. Ma, sfogliando qualche libro di storia, vi sarete imbattuti nel racconto della vita degli antichi Romani interamente dominata dalla magia, almeno per tutta l’epoca regia.

Mentre il diritto moderno si fonda su postulati elaborati da giuristi che adorano il ius positivum, il diritto romano riconosceva la magia sia come entità esistente sia come oggetto di tutela. Ciò perché la civiltà romana credeva nella superstizione e nelle anime dei morti: fin da bambini venivano inizializzati alla magia, ai presagi, ai malefici che noi oggi chiamiamo scienze occulte. Incantesimi, fatture, legami d’amore, malefici non erano nuovi per i Romani che decisero di mettere bianco su nero riconoscendo la magia addirittura in un testo legislativo quale quello delle Dodici Tavole.

A quei tempi ( intorno al 450 a.C. ) i Decenviri, ai quali fu dato il compito di scrivere in un unico testo tutte le iuris regulae del tempo, fecero un gran lavoro, raccogliendo tutta la tradizione giuridica romana, compresa la magia che fu riconosciuta in sede di pene. Le Dodici Tavole, infatti, prevedevano che, se a qualcuno fosse stato generato un danno utilizzando le arti magiche, questi avesse diritto ad essere risarcito a fronte di una pena da infliggere a chi avesse cagionato il danno stesso. Si tratta di quel generale divito del neminem laedere che noi oggi conosciamo attraverso l’art. 2043 c.c. Solo che in quel periodo antico, non vi era un’applicazione razionale della pena, ma si applicava la legge del taglione: occhio per occhio, dente per dente. Così chi avesse commesso un delitto usando la magia, a sua volta sarebbe stato punito anche con l’uccisione.

La magia nera afferiva alla sfera dei malefici, malocchio, negatività: veniva usata per arrecare offese, per far sparire i raccolti, per impadronirsi di res altrui. La magia bianca era buona e permetteva la guarigione, l’innamoramento, per allontanare il male.

Ovviamente, i maghi di allora erano tutti di sesso maschile: il femminismo non era ancora nato!